Siamo tutti chiamati a difesa della cultura italiana

Siamo tutti chiamati a difesa della cultura italiana - ANTI ISLAMIZZAZIONE

Sabato 16 settembre si sono riuniti a Roma, presso l’Hotel Roma Aurelia Antica, i rappresentanti del Partito Anti Islamizzazione già designati dalla dirigenza nazionale, per fare il punto sulla situazione organizzativa e dettare i tempi per il completamento degli organici regionali e provinciali.

L’incontro è stato introdotto dal presidente Bruno Polti, sindaco di Oliveto Lario (Lecco), affiancato dal segretario nazionale Stefano Cassinelli a sua volta coadiuvato dal tesoriere Franco Cabiati ed altri responsabili organizzativi.

Tutti hanno ripreso le fila dal lavoro che, dopo un paio d’anni di attività preparatoria, è sfociato nell’atto costitutivo dello scorso 4 luglio 2017.

Immediatamente dopo i saluti del presidente Polti, “C'era bisogno di un altro partito?” è stata la domanda pleonastica che Cassinelli ha rivolto ai suoi, spiegando poi che:”Si, è necessario per tentare di ricucire lo strappo tra rappresentanza politica e Paese, soprattutto quando questa si presenta sorda alle preoccupazioni della brava gente lasciata ad un confronto impari con chi invade indisturbato le nostre contrade, all’insegna di un “volemose bene” che non potrà mai essere ricambiato”.

Non è sul piano religioso che il dibattito del partito deve essere incanalato – ha ammonito Cassinelli – ma semplicemente su quello del rispetto del diritto da parte di chicchessia, a maggior ragione se ospite.

Evidentemente il rispetto del diritto non passa solo attraverso i passi scanditi dai nove punti del programma ( vedi su www.partitoantiislamizzazione.it  ) per la realizzazione dei quali il partito cercherà di portare i suoi rappresentanti in Parlamento, ma anche attraverso il risveglio del un senso di appartenenza nazionale che sembra venire meno a troppi livelli istituzionali contagiati dal “politicamente corretto”.

Dettati i tempi per la formazione dei “quadri” sull’intero territorio nazionale e dato spazio agli interventi dei convenuti, la serata si è conclusa con un momento conviviale nel quale i primi rappresentanti chiamati a raccolta da tutta Italia hanno approfondito la rispettiva conoscenza.

Il giorno successivo, domenica, alle 10.00 al Centro Congressi Cavour ed alle 16.00 all’Albergo Ribot dell’Olgiata, il partito ha organizzato due eventi pubblici ospitando Magdi Cristiano Allam ed Alessandro Meluzzi che hanno intrattenuto gli intervenuti sulle tematiche dell’immigrazione e delle conseguenze inevitabilmente connesse al malgoverno della stessa.

(Nella foto, Magdi Cristiano Allam ed il presidente Polti in attesa dell'inizio dei lavori al Centro Congressi Cavour)

 

La Costituzione può salvarci, è l’arma contro gli estremismi

La Costituzione può salvarci, è l’arma contro gli estremismi - ANTI ISLAMIZZAZIONE

A due mesi dalla nascita del Pai è doveroso ringraziare tutti quelli che in questo periodo hanno creduto nella bontà del progetto e hanno messo a disposizione le loro competenze e la loro voglia di cambiare il Paese. Ma devo il mio personale riconoscimento a chi negli ultimi due anni ha lavorato al mio fianco per strutturare tutto il progetto. La visione politica del Pai è stata compresa dai più, il progetto di un partito di scopo è condiviso e sostenuto, i 9 punti del programma sono largamente apprezzati. Bisogna però definire ulteriormente quanto è già ben esplicitato nelle linee guida, soprattutto sulle modalità di attuazione.

Deve passare un concetto chiaro: chi fa più rumore non è chi ha ragione. Il Pai si pone in modo diverso rispetto agli altri partiti. Non si insulta, non si urla, non si offende, non si fanno pagliacciate, si rispetta la Costituzione. La determinazione e la serietà viene dal progetto politico che sul fronte islamizzazione punta sull’applicazione della Costituzione dove ci sono le armi per risolvere il problema. Basta l’articolo 8. Vedere un Ministro della Repubblica che si mette la maglietta con la vignetta anti Maometto sulle reti nazionali che senso ha? Invece di provocazioni banali avrebbero potuto far applicare la legge.

Non va meglio dall’altra parte dove i reati commessi dagli islamici diventano “un dato culturale”. Noi non ci faremo strumentalizzare, non prenderemo mai una piega estremista o razzista, nello statuto è scritto che siamo “contro il nazifascismo, il comunismo e il razzismo”, non faremo pagliacciate. E a chi non vuole adottare questa linea della fermezza istituzionale e civile dico “grazie per averci ascoltato e arrivederci”. Noi diciamo quello che facciamo e facciamo quello che diciamo. Questa è la filosofia, questo è il programma e questa è la strada da seguire.

Stefano Cassinelli - Segretario nazionale e fondatore del Pai

Perché con il Partito Anti Islamizzazione?

Perché con il Partito Anti Islamizzazione? - ANTI ISLAMIZZAZIONE

ISLAMIZZAZIONE

1 – Per contrastare ogni forma di radicalizzazione dell’Islam da cui nascono gli estremismi e ogni tentativo di sottomettere la libertà sociale e culturale occidentale e perché nessuna religione o ideologia può andare contro i valori fondamentali della Costituzione italiana. 

SICUREZZA

2 – Perché lo Stato deve avere il controllo del territorio mediante il potenziamento, la razionalizzazione e la difesa dell’operato delle Forze di Polizia con l’adozione di leggi chiare e pene certe, che non vanifichino l’opera di uomini e donne che ogni giorno, con passione, rischiano la vita per “assicurare alla Giustizia” il malvivente che, puntualmente torna libero di delinquere in meno di 24 ore per poi affrontare (eventualmente) un processo dopo anni. La garanzia di sicurezza non può prescindere dalla garanzia di Giustizia e la Giustizia perde la propria credibilità quando l’esito della propria opera tradisce l’etimologia del suo nome. 

PENE NUOVE E CERTE

3 - Perché tutti i cittadini stranieri, di qualsiasi nazionalità, che commettono reati in Italia oltre alla pena prevista dal Codice dovrebbero ricevere un decreto di espulsione perpetuo dal Paese e, in caso di violazione, con il ritorno in Italia essere incarcerati per almeno cinque anni. Questo consentirebbe di limitare drasticamente una serie di reati esecrabili come i furti nelle abitazioni. Dentro la propria casa ogni cittadino deve potersi sentire protetto e al sicuro e deve essere lo Stato a garantire tutto questo. In termini più generali deve essere stabilito in modo assoluto la certezza della pena.

IMMIGRAZIONE

4 – Per favorire una vera politica dell’immigrazione creando un Ministero specifico per Immigrazione e solidarietà internazionale con flussi di accesso definiti e contrasto al fenomeno della clandestinità con espulsioni e “rimpatri assistiti” nei paesi di origine.

ECONOMIA

5 – Perché lo Stato favorisca lo sviluppo con una pressione fiscale giusta e coerente. Perché si scoraggi la delocalizzazione con misure che rendano preferibile lavorare sul territorio nazionale, grazie a misure di semplificazione tanto in ambito imprenditoriale quanto nel sostegno al mercato del lavoro e nel rispetto dei lavoratori.

DROGA

6 - Per bloccare la diffusione delle droghe tra i minori, che sono i soggetti più deboli e bisognevoli di maggior tutela, anche favorendo un sistema di controllo nelle scuole adottando una severa politica di contrasto all'uso di tali sostanze da parte dei minorenni oltre a mirati interventi formativi e di recupero per i giovani con il coinvolgimento delle rispettive famiglie. Per attivare una campagna di controllo e contrasto anche sull’uso di alcolici che tra i giovani rappresenta una vera piaga.

AMBIENTE

7 – Per la tutela dell’ambiente attraverso il controllo delle importazioni di prodotti provenienti da paesi che producono un alto tasso di inquinamento: l’economia europea, infatti, è pesantemente colpita da importazioni a basso costo garantite dal fatto che in molti paesi si produce senza alcun rispetto per l’ambiente e per i lavoratori. 

DISABILI

8 – Per aumentare la tutela ed il sostegno ai disabili e alle loro famiglie con ogni misura utile a far sentire alle famiglie stesse la vicinanza dello Stato. 

REGIME GIUDIZIARIO SPECIALE PER I POLITICI

9 – Per avere processi rapidi e, in caso di condanna, pene più severe per i politici resisi colpevoli di reati compiuti nello svolgimento del mandato pubblico e per le attività ad esso connesse, prevedendo l’esclusione perpetua da pubblici uffici ed incarichi in società partecipate dallo Stato.

(Nella foto: Giancarlo Andolfatto - Segretario Regionale del Veneto per il P.A.I.)

 

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