Partita la legge delega per la riforma dello sport

Partita la legge delega per la riforma dello sport - Non Profit Center
Nel mese di gennaio il Consiglio dei Ministri ha varato un disegno di legge per la riforma dello sport intitolato «Disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di misure di contrasto alla violenza in occasione delle manifestazioni sportive e di semplificazione».
Il provvedimento, collegato alla legge di bilancio, è approdato alla Camera dei Deputati a metà febbraio e lì ha subìto un primo taglio: oggi, infatti ha assunto la denominazione di «Disposizioni in materia di ordinamento sportivo» ed ha perso ben quattro dei dodici articoli su cui si articolava. Ora è nelle mani della Commissione Cultura che ne ha già iniziato l'esame.
 
Al varo è attesa una legge delega che chiederà al Governo la regolamentazione della materia mediante appositi decreti che riguarderanno, verosimilmente, il riordino del Coni e la rivisitazione di compiti e responsabilità dei vari organismi sportivi.
In questo nuovo quadro, il Coni a livello territoriale dovrebbe assumere esclusivamente compiti di rappresentanza istituzionale ma nell’intendimento del legislatore dobrebbe avere anche compiti di controllo e di intervento diretto nei confronti di Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva.  
 
Materia che attende regolamentazione è anche quella dei rapporti di lavoro nello sport ed in questo senso, proprio dai decreti legislativi dovrebbe venire tratteggiata definitivamente la figura del lavoratore sportivo, dilettante o professionista che sia, oltre che essere tracciato il confine dei rapporti di collaborazione di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale, situazione tipica delle società e associazioni sportive dilettantistiche senza fine di lucro.
 
Nella foto: Campanile d'Ostilio da Val Canali (ph Mario Busana) 

In escursione sul Monte Cengio

In escursione sul Monte Cengio - Non Profit Center
Situato all'estremità sud-ovest dell’Altopiano dei Sette Comuni, in territorio di Cogollo che proprio dal Cengio prende il nome, questo monte posto all’imbocco della valle dell’Astico è alto 1.354 m ed è uno dei tanti luoghi Sacri alla Patria per essere stato teatro dei tremendi fatti d’arme del primo conflitto mondiale. Anche se non gettonato come altre mete delle nostre Prealpi, da anch’esso soddisfazione ai nostri escursionisiti ad uso dei quali proponiamo qui due camminate: una che passa per Punta Corbin ed arriva a Pedescala ed un’altra che da Pedescala parte e lì arriva.
Ecco il primo: Punta Corbin – Pedescala.
«Lasciamo l’auto all’antica chiesa dell’Olmo con il monastero della risurrezione della Piccola Famiglia  e partiamo imboccando poco più sotto il sentiero n. 651 che porta al Monte Cengio.
Saliremo per almeno 1.100 metri di dislivello prima di arrivare in vetta. Il sentiero, inizialmente boschivo, si snoda per delle cengette molto belle che offrono un panorama molto bello verso la valle. 
Giunti sul Monte Cengio, proseguiamo per il sentiero n. 643 che porta prima al «Capel de fero» potendo tornare per la stessa strada al punto di partenza ovvero, imbattutici in un bivio privo di indicazioni, prendendolo per mano destra fino ad incrociare il sentiero n. 639 che porterebbe anch’esso giù a Cogollo, ma che ancora una volta lasciamo per proseguire lungo una mulattiera che a sua volta ci porterà ma per altra strada, a valle. Quando essa comincia a scendere ci si proporrà un’altra biforcazione da imboccare per mano destra per proseguire fino alla sbarra oltre la quale troviamo una borgata raggiunta dalla rotabile. Proprio assecondando la strada, in una ventina di minuti saremo al Forte «Punta Corbin» che merita senza dubbio una visita.
Da lì si prende il sentiero n. 635, si scende verso Pedescala e, dopo aver attraversato una ciclabile in località Schiri, si imbocca il sentiero che riporta a Cogollo del Cengio.
Si tratta di un itinerario molto bello e stimolante in quanto passa per luoghi molto interessanti dal punto di vista storico e paesaggistico; tempo permettendo risulterà molto piacevole e con vedute spettacolari sia dal Monte Cengio che dal Forte di Punta Corbin».
Ecco però anche l’anello del Cengio da Pedescala.
«L’itinerario si snoda ancora da Cogollo del Cengio per salire al Monte e proseguire per il «Capel de fèro», «Forte Punta Corbin», Pedescala, Arsiero e Cogollo del Cengio, appunto.
Si tratta di sentiero di montagna con dislivello positivo di 1.200 metri e tratti in discesa non molto difficile, anche se da affrontare con attenzione nel primo tratto. L’ultima parte asseconda una pista ciclabile in parte asfaltata. La quota massima raggiunta sarà quella del Cengio (1.354 m) ed il tempo di percorrenza per fare i 25 km di buon passo, potrebbe essere di cinque ore buone.
La partenza di questa camminata è fissata alla vecchia Chiesa di Cogollo del Cengio dove, inaftti, è possibile lasciare l’automobile.
Si sale per il sentiero n. 651 che è tutto sul crinale fino alla cima del Monte Cengio da dove poi si prende il n. 643 verso il «Capel de fèro» proseguendo e stando bene attenti ai segnavia per non cadere in possibili errori che ci allontanerebbero dal Forte di «Punta Corbin». Dal Forte poi si prende il sentiero n. 635 che scende a Pedescala e si prosegue per la ciclabile asfaltata che, oltrepassata località la «Priàra», ci riporta a Cogollo».
 
Nella foto: il forte di Punta Corbin (ph Luciano Cailotto)

Anche in Associazione, attenti alle scadenze!

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"L'altro Napoleone" - Presentato a Verona l'ultimo lavoro di Vincenzo Gullace

"L'altro Napoleone" - Presentato a Verona l'ultimo lavoro di Vincenzo Gullace - Non Profit Center

(G.A.) La Banca di Cerea ha inaugurato questa settimana a Verona in Corso Porta Palio lo storico Palazzo Orsi Manara da poco acquisito e restaurato per farne un polo di aggregazione culturale.

La banca, ha affidato a Stefano Darra, risorsa esterna alla banca stessa che però gli ha affiancato Caterina Lorenzetti, l'organizzazione degli eventi artistici e culturali che intende ospitare a palazzo e che sono già molti in calendario.

Così Darra, venerdì 5 aprile, ha ospitato il Colonnello Vincenzo Gullace per la presentazione del suo ultimo lavoro:"L'altro Napoleone". 

"Si tratta di una rivisitazione del personaggio da leggere come un romanzo - ha detto l'autore - nella quale non indugio sui fatti d'arme ma piuttosto sulla figura dell'uomo partendo dalla formazione famigliare e militare che forgiarono la personalità e l'autostima di un condottiero tanto amato dal popolo e dai suoi soldati quanto tenuto a debita distanza dall'aristocrazia francese".

L'opera di Gullace, prende in esame il carisma di quello che fu uno stratega senza uguali, allo stesso tempo intelligente ma scaltro e furbo quanto amante della Francia. I rapporti con la religione sono un altro capitolo dell'opera che presenta un Napoleone combattuto tra religione, appunto, e ragion di Stato. Altra domanda a cui risponde il Colonnello Gullace è quella che riguarda il luogo della sepoltura di Napoleone prima di concludere con le leggende che portarono Nostradamus ad indicare proprio in Napoleone l'Anticristo.

Affollato il parterre interessato alla presentazione del romanzo ma anche da quelli dell'Associazione Napoleonica mantovana che hanno fatto da coreografia all'evento abbigliati in divise dell'epoca con un Ufficiale austriaco, uno napoleonico, un tamburino ed una vivandiera che hanno spiegato un poca della vita del militar soldato e della logistica al seguito di Napoleone.

Nella foto (da sinistra): Il Colonnello Vincenzo Gullace, Ufficiale Francese, Ufficiale Austriaco e vivandiera in divise e costumi d'epoca.

Esenzione dall'imposta di bollo per Asd, Ssd e Terzo Settore

Esenzione dall'imposta di bollo per Asd, Ssd e Terzo Settore - Non Profit Center

(agc) Dal tenore di richieste che ci arrivano frequentemente, potrebbe essere utile ricordare che il comma 646 della Legge 30/12/2018, n. 145, ha modificato l’art. 27 bis della tabella di cui all’allegato B annesso al Dpr 26/10/1972 n. 642, estendendo anche ad Asd e Ssd senza fini di lucro riconosciute dal Coni, l’esenzione dall’imposta di bollo fino allo scorso anno riservata a Federazioni sportive ed Enti di promozione sportiva.
Per quanto sopra, dal 1° gennaio 2019 gli atti, documenti, istanze, contratti nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richieste dai citati soggetti sono esenti da bollo.
Riepiloghiamo però quali sono i documenti esenti da bollo.
Si tratta di:
– estratti conto bancari emessi a favore delle Asd ed Ssd;
– ricevute generiche e fiscali emesse dalla Asd e Ssd a qualsiasi titolo quali: ricevute per pagamento servizi resi dall’ente a soci e tesserati o contributi ricevuti da altre Associazioni o Enti pubblici o altre erogazioni liberali;
– fatture emesse da Asd e Ssd in esenzione, sulle quali fino ad ora si applicava una marca da 2 euro al supermanto dei 77,47 euro;
– ricevute per indennità, rimborsi spese a piè di lista, rimborsi spese forfettari pagati ai collaboratori ed ogni altro documento cartaceo emesso da Asd e Ssd;
– atti e contratti da sottoporre a registrazione in Agenzia delle Entrate.

La stessa esenzione, ai sensi dell'art. 82, comma 5, del D.Lgs. 117/2017, compete agli Enti del Terzo Settore che si iscriveranno al Registro Unico tenuto dalle Regioni.

  
(Nella foto: Enzo Lanzerin, Antonio Gonzo e Gianni Farronato che dell'Imposta di bollo ...se ne fanno un baffo)

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